| Storia
Epigrafi romane, cattedrali romaniche.
Una pietra murata all'esterno della chiesa di Sant'Apollinare a Trento, a pochi metri dalla riva destra del fiume Adige, ricorda i tempi della colonizzazione romana. La lapide di Marco Apuleio, una lastra in calcare bianco, incisa in caratteri latini, si staglia sullo sfondo rosato di un pilastro angolare. La datazione risale al 23 avanti Cristo.
Nei primi secoli del secondo millennio il risveglio romanico porta fervore di attività costruttiva tra città, paesi, località solitarie del Trentino. Il linguaggio della pietra si esprime in forme di poetica elementarità come a San Romedio in valle di Non, vicino a Sanzeno, dove furono martirizzati nel 397 i missionari Sisinio, Martirio e Alessandro. Un luogo che Caspar David Friedrich avrebbe amato. Si entra tra irte gole rocciose e si raggiunge il santuario. Abbarbicato in cima a una rupe, il santuario conserva al suo interno, nella parte più alta e antica (portale d'ingresso alla cappella di San Nicolò e sacello), preziose sculture in pietra rossa e bianca: figurazioni antropomorfe, animali, capitelli. Il duomo di Trento è il maggiore monumento religioso della regione. Armonizza elementi romanici e gotici, padani e nordici. Le pareti della cattedrale si elevano come grandi pagine, serbando nella sovrapposizione dei conci calcarei i segni lasciati dagli artisti e dalla comunità (Decorazioni, epigrafi, lastre tombali).
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